Salaparuta, la Cassazione tutela il territorio: una sentenza simbolo per il Made in Italy.

La sentenza della Corte di Cassazione rispetto al caso Salaparuta è molto più di un semplice epilogo rispetto a una disputa legale tra etichette e denominazioni vinicole. Il tema al centro della decisione è infatti di grande rilevanza e diventa cruciale per l'intero comparto agroalimentare italiano spostando il focus tra il rapporto tra identità territoriale, tutela delle denominazioni d’origine e valore dei marchi storici. 

Per comprendere davvero la portata della sentenza occorre fare un piccolo passo indietro: la vicenda nasce infatti dal lungo confronto tra il marchio storico Duca di Salaparuta la denominazione d’origine legata al territorio siciliano di Salaparuta, ossia due realtà accomunate dallo stesso nome ma portatrici di interessi differenti. Da una parte la tutela di un brand storico, dall'altra il desiderio di difendere il valore collettivo di una denominazione territoriale riconosciuta a livello europeo.

Infatti, mentre l'azienda Duca di Salaparuta utilizza il nome "Salaparuta" come marchio da moltissimo tempo, lo stesso è diventato una DOC/DOP legata al territorio siciliano e ai vini ivi prodotti. 

La Corte di Cassazione ha invece confermato che la DOP resta valida e che il nome geografico assume un valore collettivo che può coesistere con il marchio storico. 

Secondo la presidentessa di Fismi, Luisa Bamonte, la decisione riconosce il valore delle denominazioni territoriali come patrimonio collettivo da tutelare e costituisce un segnale importante per tutto il comparto produttivo italiano legato alle eccellenze locali. 

Una decisione che rafforza la difesa dell’identità territoriale e delle produzioni certificate italiane.

“Questa pronuncia afferma un principio fondamentale: le denominazioni territoriali, le tradizioni produttive e la storia condivisa di una comunità non possono essere subordinate agli interessi di un singolo marchio privato” dichiara Luisa Bamonte, aggiungendo: “Il tessuto produttivo italiano è composto in larga maggioranza da piccole e medie realtà che tengono vive storie, tradizioni e culture territoriali millenarie attraverso il proprio lavoro quotidiano”. Un plauso particolare va al presidente del Consorzio, Pietro Scalia, che con determinazione ha portato avanti per dieci anni un’importantissima battaglia

Questo è certamente un precedente destinato a lasciare il segno che, per gli operatori del settore, si traduce in una tutela delle denominazioni d'origine, ma anche e soprattutto dell'identità del Made in Italy. 

Pietro Scalia e Luisa Bamonte durante la prima tappa di Fismi On tour a Villa Bossi, Bodio Lomnago. 

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Un’esperienza di connessioni, territorio e identità